Da visitare sono: il Castelluccio
di Battipaglia , più comunemente conosciuto
sotto il nome di “ Castelluccia ”, ubicato su
una delle piccole alture che circondano Battipaglia
costruito a difesa dei Tuscianesi; il Complesso
Monastico Di San Mattia che rappresenta egregiamente
una delle tante chiesette rurali, con le tipiche
strutture seicentesche, presenti sul territorio
della Piana del Sele, voluta dal principe Guaimario
IV e appartenne, come la maggior parte dei monasteri
della Provincia salernitana, all'Ordine dei Benedettini;
la Torre
Spagnola di Battipaglia ad una manciata
di metri dalla Strada Statale 18 che conduce
ad Eboli, in una zona rurale di Battipaglia;
la Torre
sul Tusciano di forma circolare e particolarmente
massiccia edificata intorno al 1563 (come testimoniano
numerosi documenti storici perfettamente conservati
nell'archivio diocesano di Salerno)la cui parte
superiore è stata
adibita ad uso abitativo, considerando che il
corpo di fabbrica alla sommità è sostanzialmente
differente dalla torre sottostante; la piccola
chiesa di S.
Giuseppe e Fortunato di Battipaglia risalente
al 1600, sorge, nel suo splendore barocco e principesco,
lungo la Via Noschese, un'antica strada che collegava
Paestum a Salerno, in località Aversana;
la piccola chiesa di Santa
Lucia , che dà il nome all'intera
località nella
quale sorge “ S. Lucia di Sopra ”, incentrata
in un complesso rurale. Dal punto di vista archeologico
si consiglia di visitare la località S.
Giovanni interessata da insediamenti le
cui tracce arrivano fino all'Età Eneolotica
(2000 a. C circa) e Paleolitica, quantunque la
maggioranza dei resti rinvenuti (varie sepolture
e strumenti) siano dell'epoca romana. Se ci si
allontana da Battipaglia è possibile
visitare Paestum ,
colonia greca e romana, il cui nome è legato
all'imponente grandezza delle sue millenarie
rovine e alla sua lussureggiante piana che declina
dolcemente verso le splendide acque del Golfo
di Salerno (Golfo Posidoniate o Sinus Paestunus
come veniva chiamato anticamente), ammirare i
colonnati dei Templi , visitare le chiese e fermarsi
in una delle tante aziende casearie per degustare
la mozzarella di bufala caratterizzata da un
colore che va sul bianco porcellanato, da un
sapore caratteristico e dall'inebriante profumo
dato dai fermenti lattici vivi. Inoltre è possibile
visitare il Cilento che si presenta ad un viaggiatore
attento come un ambiente in cui il confine fra
mito, storia e paesaggio si stempera e si confonde.
Se il viaggiatore
giunge dal mare le spiagge e le scogliere, le falesie
e le grotte si confondono con il verde degli ulivi e
della macchia, se invece arriva in treno o in auto, entra
attraverso piccoli borghi incuneati nelle strette valli
fluviali, o costeggiando le spiagge di Paestum. Il Cilento è soprattutto
colline e montagne, se del paesaggio non facessero
parte piccole piane costiere ed il Vallo di Diano,
una grande pianura interna, un tempo occupata da
un lago, oggi scomparso. Frastagliati i rilievi
e continuo il susseguirsi di dorsali montuose:
alcune con versanti ripidi e scoscesi, e colline
rotondeggianti, variamente orientate, ed incise
da un fitto reticolo idrografico. Un territorio
ricco di contrasti, dove l'altimetria passa alquanto
velocemente dalle sabbiose coste ai quasi duemila
metri del Monte Cervati.