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La Torre sul Tusciano di Battipaglia.
Le guerre,
l'instabilità politica e morale-religiosa, la
scoperta di nuovi immensi territori, l'innovazione industriale,
la ricerca scientifica e la nuova dimensione cosmica,
i nuovi mondi visibili con il telescopio e il microscopio,
la caduta del razionalismo costruttivo Rinascimentale
ed ancora Manierista determinano un senso di incertezza
e meraviglia. Da una parte si cerca di adeguare gli strumenti
espressivi con una sperimentazione attiva che porta al
romanzo alle nuove forme musicali e teatrali e alle forme
barocche, dall'altra si tenta di esprimere questa meraviglia
oppure di afferrare ciò che si sente sfuggire
e deperire. In questa epoca la fruizione artistica è cambiata,
i gruppi culturali e sociali sono tanti e variegati.
Gioca in questa
varietà la crisi dei valori, determinata da tutta
una serie di novità che caratterizzano il secolo:
la scoperta di nuovi mondi avvenuta nel secolo precedente,
le scoperte scientifiche, la conflittualità religiosa
nata dalla Riforma e dalle risposte della Chiesa cattolica,
le trasformazioni dei rapporti tra individui e Stati
assolutistici, sempre più posti in dimensioni
nazionali. Tutto questo non permette più alle
convinzioni fisse, strutturate nei secoli in sistemi
(da quelli medioevali a quelli di recupero classico umanistici),
di poter rispondere adeguatamente alle nuove esigenze
dell'animo e dell'intelletto umano. Anche Battipaglia,
come il resto del Sud Italia, questa nuova riscoperta
artistico – culturale e sociale si concretizza nella
costruzione di molti edifici e nella creazioni di grandi
capolavori, alcuni dei quali perfettamente conservati.
L'esempio più lampante è costituito
dalla Torre sul Tusciano sul litorale di Battipaglia
non molto distante dalla frazione Picciola. La sua struttura è di
forma circolare e particolarmente massiccia, la cui parte
superiore è stata adibita ad uso abitativo, considerando
che il corpo di fabbrica alla sommità è sostanzialmente
differente dalla torre sottostante, il quale fu edificato
intorno al 1563, come testimoniano numerosi documenti
storici perfettamente conservati nell'archivio diocesano
di Salerno. Considerando le incursioni dei saraceni dalle
coste,(pirati che hanno imparato a conquistare per terra
e probabilmente nella loro incursione non furono neppure
troppo ostacolati dalle popolazioni locali, non tanto
perché poco agguerrite, quanto perché certamente
male armate) e le possibili strategie di avvistamento
e difesa, il viceré di Napoli, dal 1534 fino ad
arrivare alla fine dell'anno 1552, ordinò la
costruzione di numerosi posti di avvistamento non troppo
distanti tra loro, che potessero dare l'allarme, con
il fuoco o il fumo a secondo se era di notte o di giorno,
alla popolazione residente, la quale avrebbe avuto
tutto il tempo di rifugiarsi sulle alture circostanti
e sfuggire, in tal modo, al possibile attacco.
Sempre secondo
il documento dell'archivio diocesano di Salerno furono
realizzate nel 1553 sette torri che partendo da Salerno
arrivavano fino alla costa di Agropoli e nel 1554, per
coprire la fascia costiera, vennero costruite altre diciannove
torri di avvistamento, le quali vennero ubicate non solo
al centro di Acropoli ma anche sulle coste calabresi,
per un totale complessivo di novantatre torri, alcune
di forma quadrata ed altre circolari, come quella, appuntto,
di Battipaglia. Gli attuali proprietari della torre,
nei terreni circostanti, hanno trovato una lapide del
XV secolo (la quale è stata subito murata alla
torre) nella quale si fa riferimento al diritto di assegnazione
di fondi ad un signore di nome “Longo” per meriti squisitamente
militari.
Fonte
dei dati : www.buybattipaglia.it
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