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IL TRAMONTO
Il tramonto vien pian piano E sembra che ci sia una mano. Il sole va qui e la E sembra che dipinga Le nuvole di giallo, rosa, celeste I colori dell’arcobaleno. Rosalinda
IUN FANTASMA E UN PIPISTRELLO C’era una volta in un vecchio castelloUn fantasma e un pipistrello. Essi avevan la vista corta E si scontravano ogni volta. Una notte a furia di scontrarsi Cominciarono subito a bisticciarsi. Fuori pioveva ed in un batter d’occhio Un lampo colpì un tronco vecchio. Subito l’erba e il bosco preser fuoco E i litiganti smisero di far quel brutto gioco. Fecer la pace e con dei grossi secchi Spensero il fuoco come amici vecchi. Giovanni ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
Il bambino chiese all’albero:- Perché piangi?- L’albero rispose:- Mi sento triste e solo!- Il bambino disse:- Ora catturo col retino quella rondine e te la lego al tronco con un fiocco rosso-. L’albero ringraziò il bambino, ma capì che la rondine non poteva rimanere prigioniera e la slegò. La rondine svolazzando tra le foglie lo ringraziò e gli promise di costruirsi il nido fra i suoi rami. Giovanni--------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
- Perché piangi ? - Perché sono triste e solo . Il bambino scalò una montagna stregata , prese una pozione magica e per conquistare la vetta doveva uccidere una strega . La uccise e portò la pozione all’albero che diventò l’albero più bello e allegro ; il bambino diventò il migliore amico dell’albero e l’albero da quel giorno non fu più solo .
-------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Il bambino chiamò alcuni animali del bosco, lo scoiattolo, il castoro, le formiche, il pipistrello e le rondini e disse loro:- Amici, vedete quell’albero solo? Dobbiamo fargli compagnia! Siete d’accordo?- Gli animali gridarono in coro:- Si_ Organizzarono dei turni. Il castoro e lo scoiattolo dormivano durante il letargo nel suo tronco, le rondini lo assordavano con il loro garrire durante l’estate, il pipistrello dormiva appeso ai suoi rami durante il giorno. E le formiche? Facevano un via vai tra il formicaio e le sue radici in cerca di cibo. Da quel giorno l’albero non fu mai più solo anche perché ogni tanto il bambino andava a leggere un bel libro sotto la sua ombra. Emanuela
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Il bambino chiese all’albero:- Perché piangi? L’albero rispose:- Perché sono triste e solo._ Il bambino gli disse:- Non ti preoccupare, io seminerò tanti semi vicino a te. Così nasceranno delle nuove piante che poi diventeranno dei grandi alberi e ti faranno tanta compagnia . Sei contento?- Così fece e dopo un po’ di tempo spuntarono dei piccoli alberi. L’albero non fu più solo. Daniele
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